Tempo di Carestia

Non molto tempo fa ho dovuto aggiornare una workstation per uno degli studi di Architettura per cui lavoriamo.

Alcuni di voi sapranno che da ormai quasi due anni stiamo affrontando un’emergenza di materie prime in ambito tecnologico definita “chip shortage” e che di fatto, trasversalmente, tutte le industrie che necessitano componenti in silicio per le produzioni sono in gravissima crisi di approvigionamento. Non starò ad approfondire tale tema, ci sarà posto in altri articoli.

Il fatto è che la macchina avrebbe dovuto eseguire con una certa scioltezza un software di visualizzazione e rendering 3D piuttosto esigente: Lumion.
Le macchine in-house, basate sul telaio della “vecchia” Z420 di casa HP erano state progettate per un carico ridotto di GPU, quasi tutte disponevano di Quadro K4200, certamente una scheda stabile e performante per OpenGL e CUDA di base ma non certamente dotate della potenza grezza che il software richiedeva. Considerato poi che l’uso di tale software sarebbe stato comunque ridotto e che questo non poteva supportare un investimento considerevole abbiamo optato per smantellare alcune postazioni da studio e testare quanto disponibile in una fascia di prezzo accettabile (tenendo conto che in quel periodo – in realtà anche oggi – le schede video ove disponibili erano ad un prezzo triplicato rispetto al listino). Ciò si è ridotto ad alcune GTX e Quadro disponibili ed alla fine abbiamo optato per una “vecchia” GTX 980 ti 6Gb di VramDDR5. E va benissimo.

Questo grazie alla disponibilità di macchine ritirate dalla nostra società partner +VITA, senza questo tipo di approccio staremmo ancora cercando una soluzione per quel software o il cliente avrebbe continuato a lavorare con una soluzione non adeguata. La morale è che, sopratutto in questi tempi, il valore del ricondizionato va al di là della semplice monetizzazione, è talvolta fondamentale per la continuità aziendale.

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